Gilberto Isella – oltre che poeta, critico letterario e artistico, traduttore, e autorevole dialogante con il mondo dell’avanguardia e dello sperimentalismo – è uno dei più importanti autori della Svizzera di espressione italiana. Tuttavia, l’elemento di enigmaticità in molti suoi testi non è mai fine a se stesso, e non si traduce in nichilismo. Infatti, nella “Nota finale” al suo ultimo libro di poesia, Terre sotto vuoto, l’autore parla della necessità di “sottrarre la terra alla nientificazione, far balenare, perfino nei suoi frammenti più segnati dalla carie, una primeva dimensione celeste”.
Il titolo del libro può lasciare a prima vista perplessi, perché l’espressione “sotto vuoto” può far pensare alle tecniche di conservazione dei prodotti alimentari. Ma l’immagine centrale in queste poesie è invece quella delle terre del nostro globo, dominate da un cielo che almeno all’apparenza è vuoto. E del resto, questo libro combina abilmente la serietà del tono con un certo surrealismo grottesco che alleggerisce la lettura.
Nella ricca trama delle figure intellettuali (filosofi, poeti) che appaiono nelle dediche e nelle epigrafi di questo libro, spiccano due versi del grande poeta inglese Gerard Manley Hopkins accoppiati con due versi dell’autore italiano: “come mantenere la bellezza / dallo svanire? come mantenere la bellezza / dello sparire?” (dove il corsivo distingue le parole di Hopkins da quelle, in tondo, di Isella); e la variazione di quest’ultimo (da dalla a della) è tipica di una certa severa auto-ironia di questo autore: se prima si trattava di difendere la bellezza dalla sua sparizione, ora si parla di mantenere la bellezza dentro il fenomeno stesso della sua sparizione.
E, a proposito della “primeva dimensione celeste” citata sopra, le poesie finali della raccolta esplicitano il sottotesto spirituale del discorso poetico di Isella, specialmente in Offertorio per Padre David, che interpella direttamente fin dall’incipit (“Nel fuoco abissale della mistica tua”) David Maria Turoldo, uno dei protagonisti della poesia italiana del Novecento.